“Le cose migliori si ottengono con il massimo della passione.”

In COCT aggiungiamo preparazione e professionalità alla passione per ottenere risultati migliori tutti insieme

Siamo un gruppo in continua evoluzione, grazie ad un sinergico interscambio, dove ognuno può dare il proprio contributo attivo, mentre cresce con noi.

Noi siamo COCT e formando professionisti creiamo e produciamo contenuti originali per la tv, il cinema, le istituzioni, le imprese e i loro brand.

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Borgo Veneto
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Masi
Bagnoli di Sopra

L’ACCADEMIA DEL COCT APERTA A MASI, A BORGO VENETO E A BAGNOLI DI SOPRA – dal 26 ottobre è iniziato il Corso di cinematografia a Bagnoli di Sopra (Pd) presso il Teatro Goldoni con incontri ogni martedì alle 21 fino ad aprile 2022; mentre dal 29 ottobre, presso la Sala civica di Masi (Pd) alle 20.30 sono iniziati i corsi dell’Accademia di cinema e tv diretta da Ferdinando De Laurentis (ogni venderdì dalle 20.30 alle 22.30). Dal 30 ottobre, alle 15, sono iniziati anche nel Comune di Borgo Veneto presso la Biblioteca comunale di Saletto (Pd), ogni sabato pomeriggio dalle 15 alle 17. I corsi sono aperti a tutti e  proseguono la tradizione dell’accademia storica del Tpo fondata e diretta per 25 anni da De Laurentis e che ha visto la formazione di numerosi professionisti in campo artistico. Si prevedono due grandi laboratori: uno di cinema e uno televisivo fusi in un unico percorso formativo”. Al termine dell’anno di corso verrà rilasciato un diploma.

Il 27 gennaio 2022 l’ACCADEMIA DI CINEMA E TELEVISIONE del Coct aprirà a Frassinelle Polesine presso il Teatro Casa del Popolo con un OPEN DAY alle 21 aperto a tutti che illustrerà i corsi che partiranno il 3 febbraio alle 21 e proseguiranno tutti i giovedì sera fino alla fine di giugno.

Frassinelle Polesine

prossimamente:

Martedì 1 febbraio 2022, alle ore 17.30 su TVA Vicenza (canale 10 oppure 832 di Sky o sul web) va in onda una puntata di Parliamone sul tema “gli esclusi”. Testi ispirati alla realtà, una realtà particolare come quella di un carcere femminile e racconti in prima o in terza persona di questi personaggi. Una sorta di realtà sceneggiata per la tv e presentata come una sorta di inchiesta. Non possiamo fare finta che queste storie non esistano, perché sono presenti e fanno parte della nostra società. È un argomento che porta ad aprire gli occhi su un argomento che molto spesso sottovalutiamo o pensiamo distante. Storie molto toccanti che rispecchiano quella che è una verità poco conosciuta e che può essere interessante mostrarla in tv. Il carcere è rappresentato nell’immaginario collettivo come una fortezza invalicabile, con grandi mura di cinta, torri di avvistamento, enormi e pesanti cancelli. È un luogo separato, in cui non si può entrare né uscire. Se si varca questa soglia ci si accorge invece di quanto fragile sia il confine tra chi sta dentro e chi sta fuori. Entrare ed ascoltare le storie di tanti è una situazione che ben si lega al linguaggio televisivo e la scrittura del format in questo senso aiuta la comprensione. Parlare di carcere in televisione non è mai banale e non è mai facile. Si dà voce alle storie dei detenuti, non ai detenuti. Questo è uno di quei casi che il carcere di 7 lettere e quello di 65mila detenuti si avvicinano al punto di diventare una sola cosa. I racconti sono veri e lo spettatore ascolta parole vere, poco importa se dette da attori.